Il film rivisita in chiave musicale la tragedia di Romeo e Giulietta ambientandola nella Palermo dei giorni nostri. Il titolo è ispirato al musical West Side Story.

Genere: Musicale
Anno: 2000
Regia: Roberta Torre
Sceneggiatura: Roberta Torre, Franco Maresco, Francesco Suriano
Attori: Bobo Rondelli, Forstine Ehobor, Mario Merola,Little Tony.
Fotografia: Daniele Ciprì
Montaggio: Giogiò Franchini
Musiche: Gino De Crescenzo, Dennis Bovell, Bobo Rondelli
Produzione: Gherardo Pagliei, Elisabetta Riga Per Gam Film, Istituto Luce, Tele+, Raicinema, Dania Film, Vip Media
Distribuzioni: Istituto Luce (2000)
Paese: Italia
Durata: 78 Min
Formato: 35 MM (1:1,66)

Festival

2000
Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia- Sogni e Visioni
2001
Festival Internazionale del Cinema di Istanbul- Concorso
Lincoln Center Open Road- Sez Panorama
Toronto Italian Film Festival- Sez Panorama
Bangalore New Delhi Film Festival
London International Film Festival” Musical e Sicilia, Shakespeare e videoclip. Un carosello di colori, suoni, immagini, studiatissima paccottiglia visiva, fantasia a iosa e sberleffi a catinelle. A tre anni dal successo  travolgente di ‘Tano da morire’ (il primo mafia-musical nella storia del cinema), la visionaria regista porta a compimento il suo secondo importante progetto cinematografico, raccontando la storia vera (per lei) di Romea e Giulietto. Lei prostituta nigeriana, lui fallimentare cantante dei bassifondi palermitani, s’incontrano, amoreggiano e finiscono male. Come storia vuole. ‘Sud Side Stori’ è stato presentato, giustamente, nella sezione ‘Sogni e Visioni’  Cosa ne penserebbe Bernstein di questa contaminazione?””Ecco infatti, da molti considerato  maleducato, il film di Roberta Torre, presentato fuori concorso: Sud Side Story…
Ma sin dalla prima inquadratura, sgangherata e colorata come una videoinstallazione, arruffata e congestionata come un disegno infantile, pare di entrare in una costosa fotografia smodatamente rosa di David Lachapelle artista di massima moda conteso dalla moda: e si capisce quindi come la dispettosa regista riesca a trasformare i suoi vicoli di Palermo, spaventosi per disordine e persino odore, e le sue ciccione e stangone che cantano ballano e gridano incessantemente, in una cosa chic..”
Natalia Aspesi. La Repubblica