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Palermo, fine degli anni Ottanta. Tano Guarrasi, uomo d’onore noto per il suo carattere passionale e violento viene ucciso da un killer. Delle quattro sorelle rimaste zitelle per colpa di Tano sola una, Franca, dopo la sua morte decide di sposarsi. Ma il boss è deciso a tutelare la sua verginità anche dall’al di là.

Titolo originale: Tano da morire
Lingua originale: italiano
Paese di produzione: Italia
Anno: 1997
Durata: 74 min
Colore: colore
Audio: sonoro
Genere: commedia, musical, grottesco
Regia: Roberta Torre
Soggetto: Roberta Torre
Sceneggiatura: Roberta Torre, Gianluca Sodaro, Enzo Paglino
Produttore: Donatella Palermo, Loes Kamsteeg
Casa di produzione: A.S.P. – Rai Tre – Dania Film – VIP National Audiovisual:  Lucky Red – TELE+
Distribuzione(Italia): Lucky Red
Fotografia: Daniele Ciprì
Montaggio: Giogiò Franchini
Effetti speciali: Giovanni Corridori
Musiche: Nino D’Angelo
Scenografia: Fabrizio Lupo, Claudio Russo
Costumi: Antonella Cannarozzi

Festival

Settimana della Critica, Venezia 1997-

Berlino International Film Festival- Sez. Panorama, 1998

Sulmona Film Festival

Premi

Opera Prima ” Luigi de Laurentiis”

David di Donatello Miglior Regista Esordiente

David di Donatello Migliore Colonna Sonora a Nino D’Angelo
Nastro D’Argento Miglior Regista Esordiente

Nastro D’Argento Attrici non Protagoniste

Nastro D’Argento Musiche Originali a Nino D’Angelo

Primo Premio Sulmona Film Festival

“Storia parlata, cantata, suonata e un po’ ballata di Tano Guarrasi, boss palermitano di quartiere ucciso nel 1988 da un sicario dei corleonesi, e delle sue quattro sorelle zitelle.   Interpretato da un centinaio di palermitani non professionisti, è un film dove si mette in musica _ non in burla _ la mafia, rappresentata dall’interno, partendo dall’immaginario dei suoi personaggi/attori che la sentono come un sistema di valori che ha strutture, necessità, codici, riti. Le musiche e le canzoni del napoletano Nino D’Angelo, la dimensione di sceneggiata, la cultura dei vicoli sono gli strumenti con cui questo sistema di valori _ criminali, ma non soltanto _ è stato rappresentato in modi critici e, insieme, appassionati. Film impudico e blasfemo che trasforma l’antropologia in spettacolo e comunicazione con una qualità rara nel cinema italiano (europeo): l’energia”
Morando Morandini 


 “Presentato a Venezia nella Settimana della critica,è stato uno schiaffo all’educazione un pò compassata della maggioranza dei film in concorso.E’ appassionato come la vecchia scuola muta napoletana(citata con affettuosa ironia nei flash in bianco e nero alla “Sperduti nel buio”),provocatoriamente sbrindellato e ilare come i i film di John Waters(del quale riprende le esasperazioni cromatiche e il gusto della volgarità).E’,non solo uno dei film più inventivi visti a Venezia,ma anche uno degli esemplari più radicali del nostro cinema recente:”Tano da morire”,il musical sulla mafia di Roberta Torre,musicato da Ninio D’Angelo,con un cast straordinario di impiegati,casalinghe,commercianti,nelle parti di uomini,donne,figli,parrucchiere,ballerini(anzi”cubisti”)di mafia. La Torre ha coraggio da vendere e un sacco di idee di cinema che suppliscono con il colore e il rigore a ovvie limitazioni di budget.Teschi penzolanti ballano e scricchiolano su un fondo nero,a tessere una funzione che sta tra il coro greco e il momento mori;le mamme di mafia,tutte in fila dal parrucchiere,ripercorrono,tra il riso e il pianto,gli eventi che hanno condotto a un funerale(quello di Tano) e a un matrimonio(quello di sua sorella);gli uomini d’onore non si riuniscono in un sotterraneo,ma sfilano,cantano e pronunciano giuramenti sul palco di un night;La Vucciria canta la sua storia,in un numero di enfatica carnalità;e noi ridiamo.
Emanuela Martini- Film TV