“Il colore è una variabile dell’infinito”- replicava l’ingegnere Pier Luigi Torre cinquant’anni fa a chi sosteneva fosse impossibile creare una rosa blu.

La rosa blu, l’ibrido tanto sognato e cercato, sbocciò davvero nei giardini della sua villa di Stresa e oggi, a distanza di mezzo secolo, Roberta Torre, regista di cinema e teatro, ripercorre la vicenda umana ed emozionante di suo nonno: ingegnere e botanico, matematico e idealista, progettista all’avanguardia, uomo schivo e introverso, Pier Luigi Torre attraversa gli anni della guerra e poi della ricostruzione del Dopoguerra, regalando all’Italia i propri sogni e le sue geniali invenzioni.

Prende vita così uno spettacolo che porta la cifra stilistica della regista, in cui teatro musica e cinema si fondono per dare vita a un varietà pop e surreale,

Dalla convergenza creativa tra CRT Milano e Triennale Design Museum e dalla visionarietà di una delle registe italiane che più ama la contaminazione, nasce quindi un insolito e onirico “varietà teatrale e musicale” che racconta la storia di un uomo fuori dagli schemi

con

Rocco Castrocielo Camilla Barbarito e con Aurora Falcone e Giuditta Jesu
Regia di Roberta Torre
Testo: Renata Molinari e Roberta Torre
Drammaturgia: Renata Molinari
Impianto scenico: Valentina Tescari e A.J. Weissbard Luci A.J. Weissbard
Costumi: Micol Notarianni
Animazioni e video: editing Valeria Palermo
Colonna sonora e canzoni: Massimiliano Pace
Programmazione multimediale: Matteo Massocco
Fotografia: Luciano Romano
Grafica: Andrea Bianchi
Produzione: CRT Milano | Centro Ricerche Teatrali In collaborazione con Triennale Design Museum

” La vita di Pierluigi Torre, uno dei geni italiani più dimenticati…costruttore della prima moto pop: la Lambretta che diede la libertà di sognare a tanti italiani negli anni del boom (…) Lunga cavalcata nel cuore oscuro del ‘900 attraverso una delle menti più geniali del nostro paese (…)  Gian Paolo Serino, Libero aprile 2014

Ph Luciano Romano

L’ingegnere che inventò la rosa blu di Camilla Bernacchioni

Il Colore è una variabile dell’infinito di Gian Paolo Serino, Libero